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Ponte Leopoldo II

Il Ponte Leopoldo II, più noto come Ponte Manetti, fu costruito nel 1833 dall'architetto Alessandro Manetti.
Si tratta del secondo ponte sospeso costruito in Italia e il primo del suo genere in Toscana. Fu realizzato con un'innovativa tecnica di cavi o funi di fili di ferro avvolti, già sperimentata in Francia e destinata ad essere impiegata in numerose altre opere d'ingegneria fino ai giorni nostri.
Il progettista Alessandro Manetti, figlio dell'architetto Giuseppe Manetti, dopo innumerevoli esperienze a Parigi, diresse importanti opere per il Granducato di Toscana nel campo delle bonifiche, opere idrauliche e strade.
La funzione primaria del ponte era quella di collegare i possedimenti granducali sulla riva destra, dominati dalla Villa Medicea di Poggio a Caiano, con quelli sulla riva sinistra, organizzati intorno all'edificio delle Cascine di Tavola. Carrabile e con due marciapiedi rialzati, aveva una struttura lignea sospesa da funi metalliche a 12 cavi in ferro appoggiati su piloni in pietra a forma di archi ed ancorati su massi di ritenuta detti "pigne". La struttura perse la sua funzionalità nel primo dopoguerra e, pur restando in piedi, fu necessario chiuderne l'accesso. La sua fine definitiva risale al 1944, quando l'esercito tedesco in ritirata fece saltare i resti del ponte – come molte delle strutture presenti sull'Arno e i suoi affluenti. Da allora, fino alla sua ricostruzione, restarono i piloni in pietra e due delle "pigne".
Dopo circa un secolo e un attento restauro - co-finanziato dai comuni di Prato e Poggio a Caiano, la Provincia di Prato e la Regione Toscana - da settembre 2019 il ponte è tornato a collegare le due sponde dell'Ombrone con una passerella e una pista ciclopedonale, ricongiungendo definitivamente il sistema naturalistico ambientale mediceo: le Cascine di Tavola nel Comune di Prato con il Parco del Bargo nel territorio di Poggio a Caiano.

Informazioni

  • Indirizzo: Via Regina Margherita, 26, Poggio a Caiano